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<?xml-stylesheet type="text/xsl" href="http://www.lufthansawefly.com/utility/FeedStylesheets/rss.xsl" media="screen"?><rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/" xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"><channel><title>WeFly Magazine</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/default.aspx</link><description /><dc:language>en-US</dc:language><generator>Telligent Community (Build: 5.5.134.9828)</generator><item><title>La mini rivoluzione – seconda parte</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/09/02/2452.aspx</link><pubDate>Fri, 02 Sep 2011 13:18:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2452</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/09/02/2452.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
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&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8712.Twiggybici.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pericolosa.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Ma, se da un lato la minigonna stava riscuotendo un successo enorme, dall&amp;rsquo;altro rimaneva un indumento malvisto. Una parte dell&amp;#39;opinione pubblica, la pi&amp;ugrave; conformista, la condannava. In Italia ci furono episodi di denuncia nei confronti di ragazze che indossavano la gonna troppo corta. Il quotidiano la Stampa, in un articolo di Nicola Adelfl del 1967, ne parlava come di un oggetto di attrazione sessuale e ne prevedeva il declino (mai avvenuto).  In Paesi come la Francia addirittura la polizia, ripresa dalla stampa, dichiar&amp;ograve; che favoriva la violenza sulle donne e il ministro dell&amp;#39;istruzione Alain Peyrefltte chiese il ritorno dell&amp;rsquo;uniforme scolastica con gonna lunga. Anche la Santa Sede prese una posizione critica nei confronti di questo capo simbolo, in quanto era ritenuto disonorevole per la donna. Addirittura venne vietato l&amp;rsquo;accesso ai Musei Vaticani e alla Basilica di San Pietro&amp;rsquo; alle donne che indossavano gonne al di sopra del ginocchio (tra le persone respinte, nel 1969, ci fu anche la principessa, e ora regina del Belgio, Paola Ruffo di Calabria). La Santa Sede prese posizione anche nei confronti della pubblicit&amp;agrave;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, fu contestata quella della lambretta, dove Jean Shrimpton sedeva sullo scooter con le gambe scoperte, sfidando il comune senso del pudore. Persino nel mondo della scienza ci furono i contrari alla diffusione della minigonna: alcuni medici spiegarono che questo indumento poteva essere causa di reumatismi e futuri problemi circolatori. Ma la mini continuava ad avere successo, anche perch&amp;eacute; simboleggiava la nuova libert&amp;agrave; femminile, rispetto alle censure e alle ipocrisie. La riduzione degli orli aveva non a caso seguito i momenti dell&amp;#39;emancipazione femminile nel Novecento. Negli anni &amp;lsquo;20 le gonne aderenti dell&amp;#39;epoca del charleston segnarono in maniera provocatoria la ﬁne della crinolina, la scomoda sottogonna rigida. E negli anni &amp;rsquo;50 l&amp;rsquo;orlo si era ridotto ﬁno al ginocchio, perch&amp;eacute; c&amp;rsquo;era l&amp;#39;esigenza di un abbigliamento funzionale per le nuove generazioni di donne. E negli anni &amp;rsquo;60 la minigonna fu un vero segno di emancipazione e una drastica rottura con la moda tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L&amp;#39;orlo, segno dei tempi.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt; Non a caso incarn&amp;ograve; la voglia di emancipazione e ribellione soprattutto dei giovani, nonostante la condanna di genitori benpensanti che la consideravano un indumento spregiudicato, sfrontato, senza vergogna e decisamente troppo sexy. Giornali e rotocalchi avevano coniato il termine di ragazze ye-ye (ragazze vuote e frivole) per definir le giovani ribelli, spregiudicate e disinibite nel modo di vestire e comportarsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Un grissino per modella&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;  Per le ragazze il modello era Lesley Hornby, un tipo di bellezza opposta al modello della donna &amp;ldquo;maggiorata&amp;rdquo; di moda ﬁno ad allora. Magrissima e dal ﬁsico androgino, venne soprannominata Twiggy&amp;nbsp; (il termine si pu&amp;ograve; tradurre in legnetto o grissino). Contribu&amp;igrave; al &amp;ldquo;lancio&amp;rdquo; della minigonna e divento un mito: il Daily Express la consacr&amp;ograve; &amp;ldquo;Volto del &amp;rsquo;66&amp;quot;. Le ragazze copiavano il suo taglio di capelli e, come lei, truccavano gli occhi con una riga di matita nera e applicavano lunghe ciglia ﬁnte, nel tentativo di imitare i suoi &amp;ldquo;occhi da cerbiatto&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Non solo. &amp;laquo;Tutte le donne dell&amp;rsquo;epoca dovevano indossare la minigonna, qualunque forma avessero le gambe... Era davvero un diktat... Anche la regina ha dovuto &amp;ldquo;rivedere&amp;rdquo; gli orli. Ci&amp;ograve; dimostra quanto la mini si stata tiranna!&amp;raquo; racconta Pamela Church-Gibson, docente al London College of Fashion.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Gran Bretagna, la minigonna fu persino al centro di un caso di evasione ﬁscale. Il sistema di tassazione dell&amp;#39;epoca, infatti, prevedeva un&amp;rsquo;imposta indiretta sull&amp;#39;acquisto di abiti per adulti, esentando quelli per le minigonne, pur essendo un capo per adulti, con le loro lunghezze (che variavano tra35 e 50 cm) risultavano nella fascia non rasata...&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Rivoluzione Birmana.&lt;/b&gt;  &lt;br /&gt;Oggi, a quasi cinquant&amp;#39;anni dalla drastica risalita degli orli, &amp;laquo;la donna pu&amp;ograve; esprimersi attraverso il corpo e sedurre con uno strumento quale l&amp;#39;abbigliamento&amp;raquo; dice Vanni Codeluppi, docente di comunicazione all&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Modena e Reggio Emilia. &amp;laquo;Se negli anni &amp;rsquo;60 la minigonna non avesse rotto le convenzioni, oggi non sarebbe possibile vestire come si vuole ed essere liberi di esprimere la propria personalit&amp;agrave;&amp;raquo;. Ma la mini non ha perso la sua carica. Basti pensare che nel tradizionalista Myanmar, dominato dai militari, nonostante il recente insediamento di un governo civile, le ragazze si stanno emancipando anche indossando minigonne al posto degli abiti tradizionali lunghi ﬁno alle caviglie. Il giornale governativo The new light of Myanmar ha tuonato contro le &amp;ldquo;culture aliene decadenti come gli abiti discinti&amp;rdquo;. Ma il fenomeno non si ferma. &lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
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&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2452" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-52/8712.Twiggybici.jpg" length="13833" type="image/jpeg" /></item><item><title>La mini rivoluzione – prima parte</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/29/2451.aspx</link><pubDate>Sun, 28 Aug 2011 23:14:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2451</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/29/2451.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
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&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5481.twiggy.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
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&lt;p&gt;&lt;i&gt;L&lt;/i&gt;&lt;i&gt;a minigonna: la travolgente storia di un vestito per teenager che ha cambiato il mondo. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era il 30 ottobre del 1965 quando, a Melbourne (Australia), la famosa modella Jean Shrimpton si presento all&amp;rsquo;ippodromo Flemington Racecourse in occasione del Victoria Derby. Indossava un miniabito che lasciava scoperte le gambe per una decina di centimetri sopra il ginocchio e un orologio da uomo. Oltre a questo, non indossava calze, n&amp;eacute; guanti, n&amp;eacute; cappello (tre de gli accessori considerati d&amp;rsquo;obbligo per le signore dalla moda tradizionale). La comunit&amp;agrave; australiana fu scandalizzata e indignata: fischi di stupita ammirazione da parte degli uomini e grida di scherno e sguardi di disapprovazione da parte delle donne. &lt;br /&gt;E l&amp;rsquo;episodio, diventato famoso come &amp;ldquo;The&amp;nbsp; Affair&amp;rsquo; , il caso della minigonna, fu ripreso dai giornali e dalle televisioni di tutto il mondo. L&amp;#39;immagine della modella circondata da donne pi&amp;ugrave; anziane, che la guardavano con disprezzo, metteva ben in evidenza il contrasto tra la vecchia e la nuova moda.  E cos&amp;igrave; la mini divenne immediatamente il simbolo di una rottura generazionale e della nuova libert&amp;agrave; conquistata nel dopoguerra dalle donne. Era l&amp;rsquo;inizio di una rivoluzione culturale che ebbe il suo culmine nei movimenti del &amp;rsquo;68.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Manifesto d&amp;#39;identit&amp;agrave;.&lt;/b&gt;  La minigonna era stata appena Lanciata da una stilista inglese, Mary Quant. E stava diventando uno dei simboli della Swinging London D (da swinging, oscillante, ma inteso come &amp;ldquo;alla moda&amp;rdquo;). Infatti, Londra era l&amp;#39;epicentro di una rivoluzione che tocc&amp;ograve; tutti i campi: l&amp;rsquo;abbigliamento, le abitudini sessuali, la religione, la politica, la musica e l&amp;rsquo;arte. Il desiderio di libert&amp;agrave; e autodeterminazione esplose nella cultura giovanile: la parola d&amp;rsquo;ordine era contestazione.  Nascevano band come Beatles e Rolling Stones che oltre alla musica diffondevano anche uno stile di linguaggio e abbigliamento innovativo. &amp;laquo;Musica e moda vanno a braccetto&amp;raquo; diceva Mary Quant, che non a caso raccontava di avere lanciato la mini per consentire alle ragazze di ballare meglio il twist.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Anche Jackie Kennedy! &lt;/b&gt;&amp;laquo;La minigonna divent&amp;ograve; un mezzo di comunicazione: esprimeva la libert&amp;agrave; dalle convenzioni dell&amp;#39;abbigliamento femminile e l&amp;rsquo;idea di informalit&amp;agrave; e comodit&amp;agrave;&amp;raquo; afferma Lia Fassari, docente di sociologia della cultura all&amp;rsquo;Universit&amp;agrave; la Sapienza di Roma. Non a caso i mezzi di informazione si resero subito conto dell&amp;#39;efficacia del messaggio che veniva da quel nuovo e semplicissimo capo di abbigliamento. &amp;laquo;Era il simbolo di una rivoluzione culturale che investiva tutti i campi&amp;raquo; spiega Fassari. indossato dalle ragazzine era un modo per dire &amp;ldquo;io sono giovane e tu vecchia&amp;rdquo; ma anche una sﬁda a una vecchia visione benpensante e maschilista della donna.&lt;br /&gt;Persino l&amp;#39;elegantissima Jacqueline Kennedy si spos&amp;ograve; nel &amp;rsquo;68 con l&amp;rsquo;armatore greco Aristotele Onassis in un miniabito di pizzo firmato Valentino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la televisione lanciava nel 1966 la serie fantascientiﬁca Star Trek, che divent&amp;ograve; un fenomeno di costume. Il produttore Gene Roddenberry volle che le protagoniste femminili indossassero minigonne: un capo ancora malvisto dalla societ&amp;agrave; pi&amp;ugrave; conservatrice ma che in un mondo futuro si sarebbe diffuso... I giornali di moda, attraverso fotografi del calibro di David Bailey, Terence Donovan e Brian Duffy, lanciarono a livello internazionale la tendenza del momento. Questi 3 fotografi rivoluzionarono la fotografia di moda in Gran Bretagna (con Bailey e Duffy, Donovan creo l&amp;#39;immagine del mito londinese degli anni Sessanta: divertirsi, fare sesso, fare soldi) e reinventarono il rapporto fotografo-modella. Amici come Raquel Welch e Catherine Deneuve e modelle come Twiggy e Jean Shrimpton diventarono famose in tutto il mondo e, grazie alla diffusione delle riviste, simboli da copiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Volete saperne di pi&amp;ugrave; della storia della minigonna che si &amp;egrave; diffusa in tutto il mondo in pochi anni? Continuate a seguire WeFly e ne saprete ancora delle belle!&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2451" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-51/twiggy.jpg" length="961352" type="image/jpeg" /></item><item><title>Che tessuto si usa per i Sari?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/23/2449.aspx</link><pubDate>Tue, 23 Aug 2011 09:05:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2449</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/23/2449.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
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&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/550x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8206.sari2.jpg" border="0" height="100" width="150" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;
&lt;p&gt;La storia del sari, tradizionale indumento femminile indiano, risale addirittura al 100 a.C.: nei secoli &amp;egrave; cambiato il modo d&amp;#39;indossarlo e si sono aggiornati colori e tessuti, ma nella sostanza non &amp;egrave; mutato di molto. Si tratta infatti, ancora oggi, di un pezzo di stoffa, generalmente in seta e cotone, lungo circa 5 metri e mezzo e alto da 1 a 1,40, da acconciare intorno al corpo secondo le diverse usanze ma anche le necessit&amp;agrave; di movimento. Si trovano sari per ogni occasione: per il lavoro si usano in cotone o seta stampata, ma anche in tessuto sintetico.&lt;br /&gt;Broccato. Per le occasioni pi&amp;ugrave; importanti si sceglie il broccato o i sari ricamati coi fili metallici e perline. Tra i pi&amp;ugrave; preziosi ci sono gli ikat, sari tessuti sul telaio a mano che sviluppano disegni floreali, animali e geometrici intrecciati in vari colori.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
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&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2449" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-49/sari2.jpg" length="614288" type="image/jpeg" /></item><item><title>Avere tanti amici allunga la vita?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/05/2450.aspx</link><pubDate>Thu, 04 Aug 2011 23:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2450</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/05/2450.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
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&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5756.amici.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Una buona vita sociale rende l&amp;#39;esistenza pi&amp;ugrave; divertente e pi&amp;ugrave; lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;S&amp;igrave;, molti studi dimostrano che una buona rete sociale &amp;egrave; associata a un minor rischio di disturbi psicologici (come la depressione), malattie fisiche e persino di mortalit&amp;agrave;. Lisa Berkam e Leonard Syme, epidemiologi, rispettivamente, dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; Yale e della California, hanno studiato lo stato di salute e i legami sociali di 6.928 persone, considerando matrimonio, contatti con i famigliari, numero di amici e l&amp;#39;appartenenza a organizzazioni. Quelle con una rete sociale ridotta, limitata a pochi contatti intimi, hanno avuto, nel corso di 9 anni, un tasso di mortalit&amp;agrave; presso ch&amp;eacute; doppio rispetto a quelle con una rete estesa.&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;Come si spiega? Innanzitutto, gli altri danno sostegno emotivo, rafforzando autostima e benessere psicologico. Inoltre, forniscono consigli, aiuto e informazioni utili per affrontare difficolt&amp;agrave; e problemi. Infine, amici e famigliari aiutano a seguire comportamenti importanti per la salute, come aderire alle prescrizioni mediche o mangiare adeguatamente.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Meno stress. &lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In base ad alcune ricerche, il sostegno sociale influisce sulla salute perch&amp;eacute; protegge dall&amp;#39;impatto negativo dello stress: poter contare sugli altri aiuta a far fronte agli eventi stressanti e porta a viverli con pi&amp;ugrave; leggerezza. Janice Kiecolt-Gleser, docente al Dipartimento di Psichiatria dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; dell&amp;#39;Ohio, ha anche riscontrato un&amp;#39;associazione fra bassi livelli di sostegno sociale e depressione del sistema immunitario.&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2450" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-50/amici.jpg" length="412847" type="image/jpeg" /></item><item><title>Vieni giù da me, le città sotterranee – seconda parte.</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/03/2448.aspx</link><pubDate>Wed, 03 Aug 2011 12:57:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2448</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/03/2448.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/550x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5635.Matmata.jpg" border="0" height="112" width="150" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;

&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;line-height:normal;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Helvetica;"&gt;Continua il nostro
viaggio alla ricerca delle citt&amp;agrave; sotterranee scavate nella roccia. Molte di
queste hanno migliaia di anni e sono tuttora abitate. &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p class="MsoNormal" style="margin-bottom:0.0001pt;line-height:normal;"&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Helvetica;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;b&gt;&amp;quot;Uomo bianco dentro a un buco&amp;quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Per gli esploratori che nel 1915 trovarono in questo desertico fazzoletto di territorio australiano una ricchissima miniera di opale, sarebbe stato quasi impossibile vivere e lavorare se non avessero deciso di scavare le loro case sotto la terra. A Coober Pedy, cittadina dell&amp;#39;Australia meridionale, durante l&amp;#39;estate infatti le temperature arrivano anche a 45 &amp;deg;C; ma grazie alle dimore underground dove, senza l&amp;#39;uso dell&amp;#39;aria condizionata, c&amp;#39;&amp;egrave; una temperatura stabile tutto l&amp;#39;anno, da quasi un secolo i minatori e gli abitanti sopravvivono ed estraggono quasi il 70% di tutto l&amp;#39;opale presente sul mercato mondiale. &lt;br /&gt;Che caldo.  &lt;br /&gt;Le circa 3500 persone che vivono nella cittadina, oltre alle case hanno a disposizione negozi, alberghi, scuole, chiese e gallerie d&amp;#39;arte, il tutto scavato nelle basse colline d&amp;#39;arenaria. Non a caso Coober Pedy viene dall&amp;#39;espressione aborigena Kupa Piti che significa &amp;quot;uomo bianco dentro un buco&amp;quot;. E di uomini bianchi dentro a un buco ce ne sono anche a White Cliffs, un&amp;#39;altra cittadina australiana in cui gli abitanti (circa 200) vivono sotto terra ed estraggono opale.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;Guerre Stellari in Tunisia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La zona di Matmata sembra un groviera: il paesaggio collinare &amp;egrave; infatti &amp;quot;bucato&amp;quot; da centinaia di pozzi verticali che altro non sono che case. I berberi che abitavano questa zona della Tunisia per scappare al caldo e alla vista degli invasori scavarono, un tempo che non &amp;egrave; dato sapere, le loro abitazioni: un pozzo nelle cui pareti sono state ricavate stanze, cucine e granai. &lt;br /&gt;Saga.&lt;br /&gt;  Il paesaggio &amp;egrave; cos&amp;igrave; suggestivo che George Lucas ambient&amp;ograve; proprio a Matmata alcune scene el primo film della saga di Guerre Stellari, del 1977. La casa di Luke Skywalker era infatti una delle abitazioni trogloditiche della Tunisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il rifugio degli Ugonotti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Incastonate nelle falesie della Gironda, vasto estuario dei fiumi francesi Garonna e Dardogna, molte case trogloditiche costruite secoli fa sono ancora abitate. Siamo a Meschers sur Gironde. &lt;br /&gt;I pirati!  &lt;br /&gt;Ristoranti, alberghi, abitazioni sono stati ristrutturati: in passato erano usati come rifugio per i pirati e per protestanti calvinisti, detti ugonotti, durante i violenti scontri con la maggioranza cattolica tra il XVI e il XVII secolo. &lt;br /&gt;&lt;/span&gt;
&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:small;"&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2448" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-48/cooberpedychiesa.jpg" length="885627" type="image/jpeg" /></item><item><title>Vieni giù da me, le città sotterranee – prima parte.</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/01/2447.aspx</link><pubDate>Mon, 01 Aug 2011 08:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2447</guid><dc:creator>admin</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/08/01/2447.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/telligent/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0407.worldshop_5F00_01.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/320x240/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8484.sassi.jpg" border="0" height="100" width="150" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Formicaio Cappadocia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In un ambiente arido e ostile come quello della Turchia centrale, cercare rifugio dove il sole cocente non arrivava fu facile grazie al particolare tipo di roccia.&lt;br /&gt;Tenero tufo.&lt;br /&gt;  Gli abitanti della Cappadocia, infatti, da secoli approfittano del tufo per ricavare case, chiese, monasteri e vere e proprie citt&amp;agrave; sotterranee (con tanto di pozzi di aerazione, stalle ...), utilizzate in passato come rifugi in caso di invasione. La maggior parte delle strutture sono dal 1985 Patrimonio dell&amp;#39;umanit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Dentro la Cina&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si stima che 40 milioni di persone vivano nelle Yaodong, le case scavate nella tenera roccia sedimentaria caratteristica del Loess Plateau, un&amp;#39;area del nordovest della Cina, lungo il fiume Giallo.&lt;br /&gt;Piaceva a Mao.&lt;br /&gt;  Queste abitazioni sono antiche di secoli e non mancano di nulla: ampie stanze, camino, finestre e porte che danno sull&amp;#39;esterno. Anche Mao Zedong, il leader comunista, vi abit&amp;ograve; quando, dal 1935 al 1948 alla fine della Lunga Marcia install&amp;ograve; il suo quartier generarle nella citt&amp;agrave; di Yan &amp;#39;an,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nei sassi di Matera.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Set del film La Passione di Cristo di Mel Gibson del 2004 e di altre decine di pellicole e telefilm, Matera, citt&amp;agrave; della Basilicata, &amp;egrave; patrimonio mondiale dell&amp;#39;umanit&amp;agrave; dal 1993. Nei sassi, cos&amp;igrave; vengono chiamate le case scavate nel calcare, si vive dall&amp;#39;et&amp;agrave; del bronzo. &lt;br /&gt;Nuova Vita.  &lt;br /&gt;Negli anni 50 del secolo scorso il governo decise di far sfollare gli abitanti dei Sassi a causa del sovraffollamento e delle precarie condizioni igieniche. Negli ultimi trent&amp;#39;anni, per&amp;ograve;, le antiche case hanno ripreso vita e molti materani sono tornati ad abitarci. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Vita contadina alla Francese&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Nascondersi dai briganti era una delle priorit&amp;agrave; per i contadini che vivevano, nel medioevo, in queste zone della valle della Loira. E scavare case nelle colline calcaree era una buona soluzione. &lt;br /&gt;Dai briganti ai turisti.&lt;br /&gt;  Ne esistono ancora molte di queste abitazioni, molte delle quali sono state recuperate e ora vengono usate come attrazione turistica. Come quelle di Goupillieres, dove i proprietari offrono al pubblico uno spaccato dell&amp;#39;antica vita contadina. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Nella roccia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Leggenda vuole che il Villaggio di Kandovn, nel nord ovest dell&amp;#39;Iran, sia stato scavato nel XIII secolo dalle genti che vivevano in quelle zone, per proteggersi dall&amp;#39;avanzare dai Mongoli.&lt;br /&gt;La casa scavata.&lt;br /&gt;  Di dati archeologici che avallano questa versione non ce ne sono. Ma per le quasi 700 persone che vivono ancora in queste case (scavate in rocce a forma di cono, create dall&amp;#39;erosione di materiale vulcanico) &amp;egrave; proprio questa l&amp;#39;origine della loro cittadina.&lt;br /&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;Per sapere dove si trovano altre citt&amp;agrave; sotterranee nel mondo, continuate a seguire WeFly!&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di Focus)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2447" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-47/sassi.jpg" length="375695" type="image/jpeg" /></item><item><title>I vincitori del concorso WeReporter</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/29/2440.aspx</link><pubDate>Fri, 29 Apr 2011 14:46:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2440</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>1</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/29/2440.aspx#comments</comments><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" border="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr style="text-align:justify;"&gt;
&lt;td width="170" valign="top"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.42_2D00_24505497.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.42_2D00_24505497.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;I vincitori del concorso WeReporter &lt;strong&gt;Rasputin, Girolandia, Flavioski, Maya e Pierluigi&lt;/strong&gt; sono in partenza per la loro nuova fantastica esperienza.&lt;br /&gt;A breve potrete trovare su WeFly una nuova sezione, al momento non disponibile per problemi tecnici, che raccoglier&amp;agrave; tutti i racconti dei &lt;strong&gt;WeReporter&lt;/strong&gt; ma anche di coloro che abbiamo deciso di premiare con una menzione di merito, i &lt;strong&gt;WeSupporter&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2440" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-40/we_5F00_reporter.jpg" length="167282" type="image/jpeg" /></item><item><title>Stoccolma, la signora in nero - seconda parte</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/19/2431.aspx</link><pubDate>Tue, 19 Apr 2011 09:23:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2431</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/19/2431.aspx#comments</comments><description>&lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" border="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr style="text-align:justify;"&gt;
&lt;td width="170" valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5187.3202_5F00_01_5F00_WT5014.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5187.3202_5F00_01_5F00_WT5014.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8540.3202_5F00_01_5F00_07294563.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8540.3202_5F00_01_5F00_07294563.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7635.3202_5F00_01_5F00_WT5015.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7635.3202_5F00_01_5F00_WT5015.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0317.3202_5F00_01_5F00_WT5024.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0317.3202_5F00_01_5F00_WT5024.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta degli itinerari noir di Stoccolma.&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;6) &lt;b&gt;Il mercato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Stermalmstorg. una piazza con un grande mercato coperto in cui si vendono cibi esclusivi, che si chiama &amp;Ouml;stermalmshallen ed &amp;egrave; stato aperto nel 1889.&lt;br /&gt;Qui avviene un fatto sanguinoso ne L&amp;#39;esecutore. &amp;Egrave; un luogo molto piacevole anche se si trova in una parte un po&amp;#39; snob di Stoccolma, dove vive solo gente ricca. Di solito qui non si commettono crimini, &amp;egrave; una zona molto tranquilla, ma ne L&amp;#39;esecutore Lars Kepler cambia la situazione con una svolta drammatica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7) &lt;b&gt;La cisterna&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La cisterna Ugglevik. Fu costruita in uno stile architettonico chiamato funzionalismo, ed &amp;egrave; composta da 64 pilastri. &lt;br /&gt;Si trova in Lill-Jan skogen, un bosco nella parte nord del Djurg&amp;aring;rden. La cisterna dell&amp;#39;acquedotto di Ugglevik &amp;egrave; un posto strano, moderno e mistico che piace molto a Lars Kepler. Non ne ha ancora scritto, non sa cosa vi succeder&amp;agrave;, ma prima o poi torner&amp;agrave; alla cisterna e porter&amp;agrave; Joona Linna con se.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8)&lt;b&gt; Il tribunale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un suggestivo edificio costruito tra il 1909 e il 1915 in&amp;nbsp; Scheelegatan 7.&lt;br /&gt;A Lars Kepler il palazzo sembra una fortezza, al cui interno finalmente la giustizia esercita il suo potere di ristabilire la bilancia tra la parte distruttiva e quella positiva della societ&amp;agrave;. Ne L&amp;#39;esecutore Lars Kepler indaga i due estremi dell&amp;#39;umanit&amp;agrave;. Solo l&amp;#39;uomo, infatti, sa creare la musica, e solo lui impiega molte forze per ideare armi di distruzione per milioni di propri simili. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9) &lt;b&gt;Il museo&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il Museo Nordico. Un affascinante&amp;nbsp; palazzo dove Joona medita sul suo passato.&lt;br /&gt;Il museo &amp;egrave; dedicato alla storia culturale della Svezia dal 1520 a oggi. I Sami sono gli indigeni della Svezia del Nord. Storicamente sono stati trattati male dalla societ&amp;agrave; svedese e molte ingiustizie continuano ancora. Joona visita spesso la parte del museo che riguarda i Sami e medita su una corona di nozze contenuta in una teca di vetro perch&amp;egrave; gli ricorda i bei giorni che non torneranno pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;IDEE DI VIAGGIO&lt;br /&gt;GITA SUI TETTI DI STOCCOLMA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se si va a Stoccolma si pu&amp;ograve; anche vederla da una prospettiva diversa, e cio&amp;egrave; dall&amp;#39;alto. Ma senza dover noleggiare un costoso elicottero: un&amp;#39;agenzia turistica organizza tour sui tetti della capitale svedese, in cui si cammina su e gi&amp;ugrave; dalle guglie di chiese e palazzi e dalla sommit&amp;agrave; di edifici illustri. Una specie di trekking urbano, che si pu&amp;ograve; fare anche di sera, adatto a chi ha buone gambe e tanta curiosit&amp;agrave;, perch&amp;egrave; qui si parla di vedere la citt&amp;agrave; a pi&amp;ugrave; di cento metri d&amp;#39;altezza. Il tour, proposto dall&amp;#39;&lt;a target="_blank" href="http://www.upplevmer.se"&gt;agenzia Upplev Mer&lt;/a&gt; parte dal tetto dell&amp;#39;antico Parlamento, dura due ore, si svolge in totale sicurezza ed &amp;egrave; scelto da 10mila scalatori l&amp;#39;anno.&amp;nbsp; &lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di GEO)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2431" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-31/3202_5F00_01_5F00_WT5014.jpg" length="2987340" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/lufthansa/default.aspx">lufthansa</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/itinerari/default.aspx">itinerari</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/Stoccolma/default.aspx">Stoccolma</category></item><item><title>Stoccolma, la signora in nero - prima parte</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/07/2430.aspx</link><pubDate>Thu, 07 Apr 2011 09:09:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2430</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>2</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/04/07/2430.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0207.3202_5F00_01_5F00_02163051.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0207.3202_5F00_01_5F00_02163051.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8637.3202_5F00_01_5F00_WT5059.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8637.3202_5F00_01_5F00_WT5059.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8244.3200_5F00_05_5F00_60131.JPG"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8244.3200_5F00_05_5F00_60131.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/6165.3202_5F00_01_5F00_02163050.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/6165.3202_5F00_01_5F00_02163050.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="text-align:justify;" valign="top"&gt;
&lt;p&gt;Tra luci e ombre, l&amp;#39;&lt;b&gt;affascinante Stoccolma&lt;/b&gt; &amp;egrave; diventata la regina del noir europeo. Noi vogliamo suggerirvi &lt;b&gt;9 luoghi &lt;/b&gt;per un itinerario noir di Stoccolma. Ce li ha indicati il celebre giallista &lt;b&gt;lars Kepler&lt;/b&gt;: sono i posti dove si muove l&amp;#39;eroe dei suoi romanzi, &lt;b&gt;il commissario Joona Linna&lt;/b&gt;. E dove scopriremo una citt&amp;agrave; nascosta, diversa da quella delle guide turistiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) &lt;b&gt;Il caff&amp;egrave;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Qui, sulla Bergsgatan, il commissario Joona Linna viene a volte a fare colazione&lt;br /&gt;In questo locale vengono serviti un ottimo caff&amp;egrave; e grandiosi sandwich italiani. E anche se &amp;egrave; vicino alla Centrale di polizia di Stoccolma, il quartier generale delle forze dell&amp;#39;ordine cittadine, Linna non incontra spesso i suoi colleghi qui. &amp;Egrave; un posto piuttosto semplice, ma la gente ama passarci ore a leggere, scrivere articoli, fare i compiti e cos&amp;igrave; via. Ci sono solo tre stanzette, ma tavoli e sedie sono dappertutto. Le pareti sono dipinte in strani colori dark, ma l&amp;#39;atmosfera &amp;egrave; rilassata. D&amp;#39;estate si possono prendere i cuscini e sedere fuori, appoggiati al muretto che circonda il Tribunale di Stoccolma. Non c&amp;#39;&amp;egrave; da meravigliarsi che questo sia il caff&amp;egrave; preferito anche di Lars Kepler. Non &amp;egrave; lontano neanche dal suo appartamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) &lt;b&gt;Il ristorante&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Mosebacke etablissement e S&amp;ouml;dra teatern: un ristorante e un teatro dove avvengono molti eventi culturali.&lt;br /&gt;Ed &amp;egrave; uno dei posti preferiti anche di Joona Linna. Da qui si pu&amp;ograve; godere del panorama di molte zone della capitale: il mare, la Citt&amp;agrave; vecchia, l&amp;#39;isola di&amp;nbsp; Skeppsholmen e il luna-park Tivoli nel Djurg&amp;aring;rden. Joona ama incontrare qui la sua ragazza, Disa, perch&amp;egrave; possono ascoltare musica mentre mangiano piatti tradizionali svedesi, come polpette o aringhe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3)&lt;b&gt; Il cimitero&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il vecchio cimitero ebraico (sulla Kronobergsgatan) risale al 1787. &amp;Egrave; un posto misterioso e suggestivo, pieno di dolore.&lt;br /&gt;Samuel Mendel, amico e collega di Joona Linna, &amp;egrave; sepolto qui e spesso Joona ne visita la tomba. L&amp;#39;orribile storia di Samuel si legger&amp;agrave; nel terzo libro di Lars Kepler (in fase di scrittura, ndr) ma &amp;egrave; collegata a un serial killer chiamato Jurek Walter. Joona si trova a fare i conti con il proprio passato gi&amp;agrave; ne L&amp;#39;esecutore. Ma nel terzo libro i lettori lo conosceranno bene e capiranno finalmente perch&amp;egrave; &amp;egrave; cos&amp;igrave; solitario anche se piace molto alla gente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) &lt;b&gt;La centrale di polizia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La Centrale di polizia (dove lavora Linna). &amp;Egrave; collegata al Tribunale con lo stretto &amp;ldquo;Tunnel dei sospiri&amp;rdquo;.&lt;br /&gt;Quando devono comparire davanti alla Corte, i criminali vengono condotti proprio lungo questo condotto sotterraneo. E quando passano, un metro sopra le loro teste c&amp;#39;&amp;egrave; un giardino dove i ragazzi giocano, fanno picnic e prendono il sole. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5)&lt;b&gt; Il ragazzo di ferro&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&amp;Egrave; una&amp;nbsp; piccolissima scultura che sta in Gamla stan, dietro la chiesa finlandese.&lt;br /&gt;Ne L&amp;#39;esecutore, Joona Linna ha un appuntamento vicino alla statua e l&amp;agrave; trova una chiave molto importante per risolvere uno dei pi&amp;ugrave; grossi crimini avvenuti in Svezia. Poche persone a Stoccolma conoscono questa statua minuscola &amp;ndash; &amp;egrave; alta circa 15 cm &amp;ndash; che &amp;egrave; nascosta in un cortile interno. Ma chi la visita, portando doni e vestiti, sostiene che porta fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Per sapere gli altri dovete continuare a seguire WeFly e frenare la vostra curiosit&amp;agrave; ancora per poco...!&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(A cura di GEO)&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2430" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-30/3202_5F00_01_5F00_02163051.jpg" length="3111883" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/lufthansa/default.aspx">lufthansa</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/itinerari/default.aspx">itinerari</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/Stoccolma/default.aspx">Stoccolma</category></item><item><title>Congratulazioni ai nostri WeReporter!</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/30/2425.aspx</link><pubDate>Wed, 30 Mar 2011 08:04:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2425</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>8</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/30/2425.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr style="text-align:justify;"&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.42_2D00_24505497.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.42_2D00_24505497.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;&lt;b&gt;Il concorso WeReporter ha raccolto centinaia di esperienze di viaggio&lt;/b&gt;. Da Parigi a New York, dall&amp;rsquo;India all&amp;rsquo; Africa pi&amp;ugrave; lontana, sono numerosi i racconti che meritano un premio, ma sono solo cinque i vincitori che possono aggiudicarsi un magico weekend in una incantevole citt&amp;agrave; europea tra &lt;b&gt;Budapest, Londra, Praga, Barcellona o Madrid&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;In questi giorni i &lt;b&gt;cinque WeReporter&lt;/b&gt; selezionati sono stati direttamente contattati per essere informati del loro successo e, soprattutto, per conoscere quale sar&amp;agrave; la destinazione del loro prossimo viaggio.&lt;br /&gt;I nomi dei fortunati non saranno esplicitamente dichiarati su WeFly ma al pi&amp;ugrave; presto &lt;b&gt;tutti potranno leggere&lt;/b&gt; i nuovi racconti di chi avr&amp;agrave; trascorso un weekend piacevolmente coccolato da Lufthansa.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Buon viaggio WeReporter!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2425" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-25/42_2D00_24505497.jpg" length="167282" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/lufthansa/default.aspx">lufthansa</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/wereporter/default.aspx">wereporter</category></item><item><title>Perché le nuvole non cadono?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/23/2400.aspx</link><pubDate>Wed, 23 Mar 2011 12:41:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2400</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/23/2400.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/3833.Fotolia_5F00_6021919_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/3833.Fotolia_5F00_6021919_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0753.Fotolia_5F00_13108847_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0753.Fotolia_5F00_13108847_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="text-align:justify;" valign="top"&gt;
&lt;p&gt;Perch&amp;eacute; &lt;b&gt;le goccioline di acqua&lt;/b&gt; che le compongono sono sostenute da &lt;b&gt;correnti ascensionali&lt;/b&gt; e la &lt;b&gt;forza di gravit&amp;agrave;&lt;/b&gt; non &amp;egrave; sufficiente a farle cadere. Le nuvole, infatti, sono formate da miriadi di minuscole goccioline, che si aggregano attorno a particelle microscopiche presenti nell&amp;#39;atmosfera, chiamate &amp;quot;&lt;b&gt;nuclei di condensazione&lt;/b&gt;&amp;quot;. Questo processo per&amp;ograve; pu&amp;ograve; realizzarsi solo in presenza di correnti ascensionali, che siano capaci di sostenere le goccioline stesse.&lt;br /&gt;In movimento. Sebbene le nuvole sembrino &amp;quot;ferme&amp;quot; o quasi, in realt&amp;agrave; a livello microscopico sono teatro di continui processi dinamici: le goccioline che le compongono infatti si formano in basso, salgono via via verso l&amp;#39;alto e infine si dissolvono. Quando piove, significa che le gocce hanno raggiunto una dimensione tale che il loro peso non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; sostenuto dalle correnti ascensionali. E solo a quel punto, in un certo senso, le nuvole &amp;quot;&lt;b&gt;cadono&lt;/b&gt;&amp;quot;, rovesciando il loro contenuto di acqua.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(a cura di Focus Domande e Risposte)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2400" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-24-00/Fotolia_5F00_13108847_5F00_si.jpg" length="47192" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/ambiente/default.aspx">ambiente</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/curiosit_26002300_224_3B00_/default.aspx">curiosit&amp;#224;</category></item><item><title>Che differenza c'è tra pioggia e nebbia?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/22/2399.aspx</link><pubDate>Tue, 22 Mar 2011 09:10:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2399</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/22/2399.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.Fotolia_5F00_3189918_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0005.Fotolia_5F00_3189918_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5875.Fotolia_5F00_8819024_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/5875.Fotolia_5F00_8819024_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td style="text-align:justify;" valign="top"&gt;Non si tratta tanto di una differenza nelle dimensioni delle &lt;b&gt;goccioline d&amp;#39;acqua.&lt;/b&gt; In realt&amp;agrave; la nebbia non andrebbe confrontata con la pioggia, ma con le &lt;b&gt;nubi&lt;/b&gt;, in quanto si tratta di una vera e propria nuvola che si forma in prossimit&amp;agrave; del suolo. Si parla di nebbia, per definizione, quando la visibilita e &lt;b&gt;inferiore a 1 km&lt;/b&gt;. Comunque, in genere,&lt;b&gt; &lt;/b&gt;la&lt;b&gt; nebbia&lt;/b&gt; non andrebbe confrontata con la &lt;b&gt;pioggia&lt;/b&gt;, ma con le &lt;b&gt;nubi&lt;/b&gt;, in quanto si tratta di una vera e propria nuvola che si forma in &lt;b&gt;prossimit&amp;agrave; del suolo&lt;/b&gt;. Si parla di nebbia, per definizione, quando la visibilit&amp;agrave; &amp;egrave; &lt;b&gt;inferiore a 1 km&lt;/b&gt;. Comunque, in genere, la nebbia &amp;egrave; composta da goccioline che hanno un diametro compreso &lt;b&gt;tra 10 e 50 millesimi di millimetro&lt;/b&gt; (come nelle nubi), mentre le gocce di pioggia hanno fino a 7 mm).&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Condensazione&lt;/b&gt;. Come tutte le nubi, la nebbia &amp;egrave; prodotta dalla condensazione del &lt;b&gt;vapore acqueo&lt;/b&gt; presente nell&amp;#39;aria vicino al suolo. Per la formazione della nebbia occorre un notevole &lt;b&gt;raffreddamento del suolo&lt;/b&gt; (che serve per condensare il vapore acqueo), un&amp;#39;elevata &lt;b&gt;umidit&amp;agrave; dell&amp;#39;aria&lt;/b&gt; e un&amp;#39;adeguata &lt;b&gt;velocit&amp;agrave; del vento&lt;/b&gt;: se questo &amp;egrave; troppo forte la disperde, se &amp;egrave; troppo lento impedisce la condensazione del vapore.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(a cura di Focus Domande e Risposte)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2399" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-23-99/Fotolia_5F00_3189918_5F00_S.jpg" length="255926" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/ambiente/default.aspx">ambiente</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/curiosit_26002300_224_3B00_/default.aspx">curiosit&amp;#224;</category></item><item><title>Quanto costa ridipingere la Tour Eiffel?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/21/2397.aspx</link><pubDate>Mon, 21 Mar 2011 11:17:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2397</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/21/2397.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr style="text-align:justify;"&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8360.Fotolia_5F00_9714372_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/8360.Fotolia_5F00_9714372_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7713.Fotolia_5F00_23099953_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7713.Fotolia_5F00_23099953_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/2260.LogoFocusD_2600_R.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/2260.LogoFocusD_2600_R.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;td valign="top"&gt;La nuova verniciatura della &lt;b&gt;torre pi&amp;ugrave; famosa del mondo&lt;/b&gt; &amp;egrave; costata 4 milioni di euro. &amp;Egrave; uno dei lavori di ristrutturazione realizzati per il &lt;b&gt;120&amp;deg; compleanno&lt;/b&gt; del simbolo della citt&amp;agrave;. La torre fu infatti progettata dall&amp;#39;ingegner Gustave Eiffel e realizzata in 2 anni, 2 mesi e 5 giorni in occasione dell&amp;#39;Esposizione Universale di Parigi del 1889, che celebrava il &lt;b&gt;centenario dalla Rivoluzione francese&lt;/b&gt;. Il prossimo intervento di manutenzione prevede il restauro di un ascensore storico, per un costo di ben 22 milioni di euro. E la Sete (Societ&amp;egrave; d&amp;#39;Exploitation de laTour), per ammodernare e riqualificare la Torre, ha previsto di investire 160 milioni di euro nei prossimi 10 anni.&lt;br /&gt;Societ&amp;agrave; per azioni. La Tour Eiffel, tuttavia, con i suoi &lt;b&gt;7 milioni di visitatori l&amp;#39;anno&lt;/b&gt;, &amp;egrave; uno dei pochi monumenti al mondo che &amp;quot;si mantiene da solo&amp;quot;. Il comune di Parigi l&amp;#39;ha data in gestione al gruppo Sete, creato nel 2006, che ha il Comune come maggiore azionista (il 60%); il restante (40%) &amp;egrave; composto da azionariato privato. Nel 2008, ha avuto un utile netto di 3,1 milioni di euro.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(a cura di Focus Domande e Risposte)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2397" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-23-97/Fotolia_5F00_9714372_5F00_S.jpg" length="322692" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/Francia/default.aspx">Francia</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/Parigi/default.aspx">Parigi</category></item><item><title>Quali sono i pro e i contro delle più importanti fonti di energia alternativa?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/14/2398.aspx</link><pubDate>Mon, 14 Mar 2011 11:00:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2398</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>0</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/14/2398.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/3302.Fotolia_5F00_22418695_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/3302.Fotolia_5F00_22418695_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0310.Fotolia_5F00_23845425_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/0310.Fotolia_5F00_23845425_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;td style="text-align:justify;" valign="top"&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Eolico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pro&lt;/b&gt;: sebbene le turbine siano molto alte, lo spazio occupato a terra &amp;egrave; ridotto: il terreno circostante pu&amp;ograve; quindi essere sfruttato, per esempio per l&amp;#39;agricoltura.&lt;br /&gt;Il costo di produzione non &amp;egrave; trascurabile, ma la quantit&amp;agrave; di corrente prodotta &amp;egrave; elevata, e dunque l&amp;#39;investimento iniziale si pu&amp;ograve; ammortizzare rapidamente.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Contro&lt;/b&gt;: il problema maggiore &amp;egrave; l&amp;#39;accettabilit&amp;agrave; delle turbine eoliche nel territorio: sono considerate esteticamente sgradevoli e accusate di deturpare il paesaggio. Producono rumore meccanico e richiedono una costante manutenzione. Sono un rischio per gli uccelli, che possono rimanere uccisi dalle pale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Geotermico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pro&lt;/b&gt;: non produce emissioni aggiuntive rispetto a quelle gi&amp;agrave; presenti nel sottosuolo. Le centrali non richiedono l&amp;#39;impiego di combustibili fossili di alcun tipo e hanno costi di esercizio relativamente bassi. Oltre che per produrre energici, la geotermia si pu&amp;ograve; usare anche per scaldare le case e l&amp;#39;acqua.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Contro&lt;/b&gt;: i campi geotermici non durano in eterno: sottraendo calore al terreno troppo in fretta si possono degradare. Vengono immessi nell&amp;#39;atmosfera soltanto i gas intrappolati nel sottosuolo, ma tra questi c&amp;#39;&amp;egrave; l&amp;#39;idrogeno solforato, dall&amp;#39;odore molto sgradevole. Le perforazioni possono talvolta causare eventi sismici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Solare&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pro&lt;/b&gt;: &amp;egrave; un tipo di energia completamente pulita, che non produce emissioni di alcun genere. Non ci sono parti in movimento, e la manutenzione (pulizia a parte) &amp;egrave; praticamente inesistente per la durata di vita dei pannelli. Questi si possono installare quasi ovunque, e l&amp;#39;ecceso o di corrente prodotta pu&amp;ograve; essere rivenduto alla rete elettrica.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Contro&lt;/b&gt;: il costo iniziale degli impianti &amp;egrave; elevato e la durata limitata (20 anni circa), le condizioni climatiche e le ore di luce Influenzano molto la resa, che comunque si arresta di notte: rimane la necessit&amp;agrave; di un allacciamento tradizionale. L&amp;#39;impatto estetico dei pannelli pu&amp;ograve; essere considerato sgradevole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Idroelettrico&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Pro&lt;/b&gt;: terminati i lavori, i costi di produzione dell&amp;#39;energia sono molto bassi, e l&amp;#39;impatto ambientale &amp;egrave; ridotto praticamente a zero. Il lago artificiale che si crea costruendo una diga pu&amp;ograve; favorire la nascita di attivit&amp;agrave; turistiche o sportive. Lo spegnimento della centrale, se necessario, &amp;egrave; quasi istantaneo.&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Contro&lt;/b&gt;: molto elevato il costo iniziale. Le centrali si possono costruire unicamente in presenza di fiumi e bacini idrici da cui sia possibile estrarre l&amp;#39;energia potenziale dell&amp;#39;acqua. L&amp;#39;impatto ambientale dei bacini artificiali pu&amp;ograve; essere deleterio per ecosistema e l&amp;#39;equilibrio idrogeologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Si pu&amp;ograve; ricavare energia dall&amp;#39;acqua?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente esistono le centrali idroelettriche, che sfruttano l&amp;#39;energia potenziale dell&amp;#39;acqua rilasciata quando essa cade. Ma l&amp;#39;acqua &amp;quot;ferma&amp;quot; &amp;egrave; sfruttabile? Un ricercatore italiano, Doriano Brogioli dell&amp;#39;Universit&amp;agrave; di Milano Bicocca, ha ideato un metodo che in pratica &amp;egrave; l&amp;#39;opposto della dissalazione: se per separare l&amp;#39;acqua dolce dall&amp;#39;acqua salata si deve impiegare energia elettrica, &amp;egrave; evidente che l&amp;#39;operazione contraria, cio&amp;egrave; il mescolare acqua dolce e acqua salata, liberer&amp;agrave; una pari quantit&amp;agrave; di energia.&lt;br /&gt;Diluizione. Il difficile &amp;egrave; sfruttare l&amp;#39;energia liberata. Brogioli c&amp;#39;&amp;egrave; riuscito immergendo in una vasca d&amp;#39;acqua salata due elettrodi di carbone spugnoso. Quando questi vengono messi sotto tensione, gli ioni positivi presenti nell&amp;#39;acqua migrano verso il polo negativo, e viceversa. Il tutto si comporta come un condensatore, cio&amp;egrave; un &amp;quot;serbatoio&amp;quot; di carica elettrica. Se si versa acqua dolce nella vasca, a causa della diminuzione di salinit&amp;agrave; gli ioni si allontanano dagli elettrodi, causando un aumento di tensione. Recuperando la carica elettrica immessa negli elettrodi, si ottiene una corrente superiore a quella che vi era stata introdotta. Ripetendo pi&amp;ugrave; volte il ciclo si pu&amp;ograve; produrre energia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;L&amp;#39;IDROGENO E&amp;#39; UN&amp;#39;ENERGIA PULITA?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;L&amp;#39;idrogeno non &amp;egrave; energia, bens&amp;igrave; un vettore energetico. Deve quindi essere generato a partire da una materia prima (come il carbone o l&amp;#39;acqua) attraverso un trattamento che consuma energia, come la reazione di gassificazione o l&amp;#39;elettrolisi. Se energia e materie prime non sono &amp;quot;pulite&amp;quot;, anche l&amp;#39;idrogeno contribuisce al riscaldamento globale. Perch&amp;egrave; allora &amp;egrave; interessante? Innanzitutto perch&amp;egrave; si pu&amp;ograve; ricavare da una moltitudine di processi (persino utilizzando alghe e batteri) e materie prime, molte delle quali rinnovabili. In secondo luogo perch&amp;egrave;, se utilizzato nelle pile a combustibile, non produce alcun residuo tossico o inquinante, diminuendo cos&amp;igrave; l&amp;#39;inquinamento ambientale.&lt;br /&gt;I due maggiori problemi. Purtroppo, data la sua bassa densit&amp;agrave;, &amp;egrave; difficile da accumulare (bisogna comprimerlo a 350 o 700 atmosfere, consumando molta energia) e quindi da distribuire capillarmente come avviene oggi per benzina, gasolio e metano. Inoltre, i componenti fondamentali di una pila a combustibile utilizzano metalli preziosi come il platino, e quindi al momento sono troppo costosi per oggetti di massa come le automobili.&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(a cura di Focus Domande e Risposte)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2398" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-23-98/Fotolia_5F00_22418695_5F00_S.jpg" length="237248" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/ambiente/default.aspx">ambiente</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/ecologico/default.aspx">ecologico</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/clima/default.aspx">clima</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/coscienza+ambientale/default.aspx">coscienza ambientale</category></item><item><title>Come si fa la valigia perfetta?</title><link>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/10/2396.aspx</link><pubDate>Thu, 10 Mar 2011 13:41:00 GMT</pubDate><guid isPermaLink="false">3fd73ea7-d160-4fd5-969c-9cdeaab50248:2396</guid><dc:creator>laredazionediwefly</dc:creator><slash:comments>1</slash:comments><comments>http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/2011/03/10/2396.aspx#comments</comments><description>&lt;table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0"&gt;
&lt;tbody&gt;
&lt;tr&gt;
&lt;td valign="top" width="170"&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/4263.Fotolia_5F00_973576_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/4263.Fotolia_5F00_973576_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7776.Fotolia_5F00_22353863_5F00_S.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/7776.Fotolia_5F00_22353863_5F00_S.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&lt;a rel="lytebox[wefly]" href="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/800x0/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/2046.LogoFocusD_2600_R.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/resized-image.ashx/__size/150x150/__key/CommunityServer-Blogs-Components-WeblogFiles/00-00-00-00-07/2046.LogoFocusD_2600_R.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;
&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;
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&lt;/td&gt;
&lt;td style="text-align:justify;" valign="top"&gt;Pronti via! Si parte: sono arrivate le agognate vacanze. Scelta la destinazione, comprati i biglietti, prenotato l&amp;#39;albergo... non resta che fare la valigia. Ecco alcune dritte su come prepararla nel modo migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Il bagaglio&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Le valigie rigide sono pi&amp;ugrave; pesanti, ma garantiscono una maggiore protezione agli oggetti, specie se viaggiate in aereo o nave, o se comunque dovrete affidare il bagaglio ad altri. Inoltre, una valigia con quattro ruote &amp;egrave; pi&amp;ugrave; maneggevole di una con due. Proteggere il bagaglio con la plastica che si trova negli aeroporti &amp;egrave; inutile: nel trasporto pu&amp;ograve; rovinarsi ugualmente e inoltre contribuirete a inquinare il Paese in cui state andando, se questo non ha un sistema adeguato di raccolta differenziata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Portare l&amp;#39;indispensabile&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Scegliete i vestiti in base a un colore dominante e preferite capi in tinta unita, che arricchirete con qualche accessorio (spille, collane...). Pensate al tipo di attivit&amp;agrave; che svolgerete e siate realistici sulle occasioni che avrete di vestirvi in modo elegante (probabilmente molto poche). Non portate doppioni pensando che deciderete al momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Come preparare la valigia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Primo strato&lt;/b&gt;: disponete gonne e pantaloni sul fondo con la parte della cintura attaccata alle pareti della valigia. Inizialmente non piegate i pantaloni, ma fate in modo che le gambe fuoriescano dalla parte opposta. Mettete eventuali cinture lungo bordi, senza arrotolarle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Secondo strato&lt;/b&gt;: mettete giacche e camicie piegate [ con l&amp;#39;abbottonatura rivolta verso l&amp;#39;alto. Riempite i&lt;br /&gt;&amp;quot;colli&amp;quot; con calze, mutande e costumi arrotolati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Terzo strato&lt;/b&gt;: arrotolate i maglioni, le magliette e le maglie dal basso verso l&amp;#39;alto e disponeteli lasciando il minor spazio possibile fra un capo e l&amp;#39;altro: in questo modo non si sgualciranno, Mettete le scarpe in sacchetti di plastica (un sacchetto per paio) e disponetele nella parte opposta rispetto alla maniglia della valigia. Vanno dalla stessa parte anche altri oggetti pesanti. Asciugamani e teli vanno sopra questo strato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Quarto strato&lt;/b&gt;: &amp;egrave; costituito dalle gambe dei pantaloni che avevate lasciato fuoriuscire dalla valigia all&amp;#39;inizio. Ora e il momento di piegarle per ricoprire il tutto.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;(a cura di Focus Domande e Risposte)&lt;/i&gt;&lt;/p&gt;
&lt;/td&gt;
&lt;/tr&gt;
&lt;/tbody&gt;
&lt;/table&gt;&lt;div style="clear:both;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;img src="http://www.lufthansawefly.com/aggbug.aspx?PostID=2396" width="1" height="1"&gt;</description><enclosure url="http://www.lufthansawefly.com/cfs-file.ashx/__key/CommunityServer-Components-PostAttachments/00-00-00-23-96/Fotolia_5F00_973576_5F00_S.jpg" length="189716" type="image/jpeg" /><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/bagaglio/default.aspx">bagaglio</category><category domain="http://www.lufthansawefly.com/weflymagazine/b/wefly_blog/archive/tags/viaggio/default.aspx">viaggio</category></item></channel></rss>
